Didattica laboratoriale

Rev. febbraio 2020

La riforma della scuola media superiore ha dato origine a una revisione dei contenuti dei curricoli delle materie scientifiche. Si sono così aperti spazi per sperimentare nuove metodologie didattiche finalizzate al miglioramento dell’apprendimento della scienza, della tecnologia e della matematica, che il Pacioli ha sviluppato negli ultimi anni in modo originale attraverso progetti dedicati.

La finalità principale di questa sperimentazione è di dimostrare che è possibile superare i deficit formativi nelle scienze individuando strategie innovative per fare lezione in modo più coinvolgente, attivo e produttivo per lo studente, attraverso una metodologia che può essere definita “didattica laboratoriale” o “hands on”.

Il metodo “hands on” è caratteristico dei corsi sviluppati dal Massachussetts Institute of Technology MIT di Boston in particolare per l’insegnamento delle scienze nelle scuole medie superiori (Progetto “Global Teaching Labs”, di cui il Pacioli è partner da anni).

L’apprendimento viene trasmesso attraverso l’esperienza laboratoriale e simulazioni al computer, nonché grazie all’ausilio di stimoli riferiti a situazioni reali proposti anche attraverso audiovisivi dedicati.

La “didattica laboratoriale” è invece l’approccio esplorativo ai problemi proposto dal Dipartimento di Fisica Università di Udine, attraverso il quale lo studente può diventare protagonista dell’attività di apprendimento.

La sperimentazione si è sviluppata negli anni partendo da un’intensa attività formativa che ha coinvolto gli insegnanti di Scienze, Fisica e Matematica.

Per la formazione dei docenti il Pacioli si è avvalso di alcune istituzioni universitarie tra le più prestigiose, il cui ambito di ricerca si concentra sulla didattica delle scienze (MIT di Boston, la Stanford University in California, l’Università di Udine), attraverso stage e corsi di perfezionamento. Il gruppo di Docenti ha quindi progettato un modello di didattica di tipo esperienziale attraverso lezioni basate sulla “active partecipation” e sulla didattica laboratoriale, da realizzare anche con materiale multimediale disponibile open source sul web.

Quest’approccio metodologico si pone l’obiettivo di rendere più efficace la trasmissione e l’apprendimento del sapere scientifico.

Grazie alla realizzazione delle nuove “Aule 3.0”, il progetto è entrato in una nuova fase, allargandosi a tutte le discipline.

Per ogni disciplina sono state realizzate unità didattiche di apprendimento specifiche, allo scopo di utilizzare al meglio tutte le potenzialità offerte dai nuovi spazi e dalle nuove tecnologie. Le Aule 3.0 consentono di rendere lo studente protagonista dell’apprendimento e costituiscono lo spazio di lavoro ideale per attuare la didattica laboratoriale.

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