CLIL

CLIL (CONTENT AND LANGUAGE INTEGRATED LEARNING)

Insegnamenti in lingua straniera di materie non linguistiche

Rev. novembre 2019

Come stabilito dal D.D. n. 6 del 16 aprile 2012 durante l’ultimo anno è obbligatorio l’insegnamento in inglese di parte di una disciplina non linguistica, caratterizzante il corso di studi.

Nel nostro Istituto, proprio in virtù della sua vocazione internazionale, andiamo oltre l’obbligo normativo: nei vari indirizzi, accanto ad unità didattiche di discipline caratterizzanti l’indirizzo quali Relazioni internazionali, Economia, Diritto e Tecnologia della comunicazione, offriamo, compatibilmente con le competenze dei docenti in L2, unità didattiche di altre materie come Informatica e Discipline dello sport, Geografia, Scienze, Matematica e Storia. Nel corso Relazioni Internazionali i moduli CLIL possono essere svolti durante tutti i cinque anni.

Poiché non disponiamo ancora in ogni classe di docenti italiani che abbiano le competenze necessarie a svolgere intere sezioni di programma della loro materia in lingua inglese, abbiamo realizzato un accordo con alcune Università statunitensi, con il supporto dell’Ambasciata italiana a Washington e abbiamo dato vita, tredici anni fa, alla Rete Site delle scuole della Lombardia (e non solo), di cui siamo stati capofila e alla quale oggi apparteniamo. Sulla base di questo accordo, che vede coinvolte più di quaranta prestigiose Università USA, le scuole lombarde aderenti alla rete ospitano studenti o neolaureati, inviati in Italia in tirocinio formativo per otto mesi. Sono questi tirocinanti che, in qualità di assistenti, entrano nelle classi, ovviamente affiancati dall’insegnante titolare, per svolgervi alcune unità didattiche precedentemente concordate con gli stessi insegnanti italiani titolari della Disciplina non linguistica insegnata in modalità CLIL.

Otteniamo così tre risultati:

  • il primo, e più immediato, è quello del miglioramento dell’apprendimento linguistico dell’inglese come lingua per comunicare;
  • il secondo è quello di mettere in contatto lo studente con l’inglese tecnico (delle scienze, della matematica…) che raramente ha l’occasione di imparare nella scuola italiana, ma che ormai è la lingua di ogni comunicazione in campo scientifico ed economico;
  • il terzo, e non meno importante, anche se di meno immediata percezione, è quello di mettere in contatto i nostri studenti con metodologie didattiche nuove e diverse (hands-on didactics), dato che, naturalmente, l’assistente USA adotterà le tecniche didattiche apprese nella sua scuola di provenienza per tenere la lezione.

 

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