Bocciato con credito

Rev maggio 2020

Bocciato con credito (si veda anche Contratto individualizzato) 

 

Può capitare che, a un certo punto dell’anno, lo studente maturi la certezza, fondata o meno, di non farcela a conquistare l’ammissione alla classe successiva e, per questo motivo, tenda ad abbandonare.

 

Come motivarlo? Come far sì che il lavoro dell’anno non venga sprecato, attenuando anche il senso di frustrazione e d’inutilità che, immancabilmente, un giudizio di non ammissione genera?

E come consentire allo stesso Consiglio di Classe di orientare verso soluzioni più produttive quegli studenti che stanno penosamente e inutilmente arrancando, senza, con ciò, escluderli dalla vita della classe e della scuola?

 

Allo scopo di affrontare il problema della demotivazione e dell’insuccesso scolastico, sia nelle classi prime sia in quelle successive, la nostra scuola propone una strategia che trae fondamento dalla normativa, ma sperimenta anche soluzioni che non siano semplicemente quelle del cambio del tipo di scuola (riorientamento).

 

Il nostro Istituto ha convenuto che, nel caso di una non ammissione alla classe successiva, le discipline nelle quali l’alunno ha comunque conseguito un giudizio di sufficienza, vengano registrate come “credito formativo” nel curriculum dello studente.

 

Pertanto, in caso di ripetenza, il Consiglio di Classe prenderà atto degli eventuali risultati positivi raggiunti, nonostante l’esito globale negativo, e li registrerà come punto di partenza nella costruzione del curriculum e degli impegni dello studente.

Il Consiglio di Classe, dopo aver verificato il mantenimento del credito acquisito, potrebbe anche decidere di esonerare l’alunno dalla frequenza delle lezioni in alcune materie.

 

Questa scelta schiude nuove possibilità di tenere aperto il dialogo con lo studente, e mira a prevenire, nel limite del possibile, frustranti abbandoni.

Il Consiglio di Classe, già in corso d’anno, potrebbe, ad esempio, consigliare allo studente in difficoltà di selezionare alcune discipline, tralasciandone altre, al fine di acquisire almeno alcuni crediti, senza disperdersi nel tentativo di recuperare tutte le materie.

 

Così, tra l’alunno e il Consiglio di Classe si conclude un accordo, che diventa oggetto di appositi “contratti “ sottoscritti tra il Dirigente, lo studente e i genitori.

 

 

In questo modo sono stati recuperati allo studio studenti demotivati, permettendo loro di acquisire crediti spendibili nell’anno scolastico successivo.

Questo non significa che nell’anno successivo sia garantita la sufficienza, ma solo che uno studente parte con un credito, che egli potrebbe anche dilapidare, ma che, se responsabilmente gestito, potrebbe facilitare la frequenza della scuola e il recupero delle eventuali lacune.

 

Responsabile della gestione dei “crediti”, come della proposta e della sottoscrizione di “contratti”, è il Consiglio di Classe, in quanto unico titolare dell’azione educativa.

 

È evidente che i “contratti”, gli orari scolastici personalizzati, e altre soluzioni che si possono organizzare, sono opportunità, strumenti che il Consiglio ha a disposizione per cercare di motivare lo studente allo studio, per tenerlo agganciato al sistema formativo, prevenendo ritiri e abbandoni, ma è altrettanto evidente che si tratta anche di strumenti delicatissimi, da usare con estrema attenzione e per casi non altrimenti gestibili.

 

Sono molteplici le conseguenze positive di questa impostazione:

  • lo studente in difficoltà può essere stimolato a impegnarsi fino alla fine dell’anno, alla ricerca di risultati positivi che, in ogni caso, gli torneranno utili;
  • si ha uno strumento in più per combattere il fenomeno dei ritiri in corso d’anno, quegli abbandoni che per la scuola rappresentano pur sempre una sconfitta;
  • il Consiglio di Classe può svolgere un’oculata azione di orientamento, eventualmente indirizzando lo studente a selezionare le proprie scelte, concentrandosi su un numero inferiore di discipline, e rinviando all’anno successivo il completamento del lavoro;
  • a sua volta lo studente ripetente, vedendosi alleggerito il carico di lavoro, è più incentivato a impegnarsi.

La formula ha prodotto risultati positivi, sia in termini di rimotivazione sia per la prevenzione degli abbandoni scolastici.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella COOKIE POLICY.
Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.