Insegnamento in lingua straniera (CLIL)

Nella scuole europee più avanzate, ed anche in alcune scuole speciali italiane, è ormai tradizione svolgere alcuni insegnamenti, o parti di insegnamento, in una lingua straniera che si sta studiando, l’inglese innanzitutto.

Il Pacioli già dall’anno scolastico 2005/2006 aveva avviato  una sperimentazione in tal senso. Di recente nelle scuole secondarie di secondo grado l’attuazione della metodologia CLIL (apprendimento integrato di lingua e contenuto ) è diventata una delle principali sfide linguistiche per l’insegnamento delle lingue straniere. IL CLIL ha ricevuto una regolamentazione giuridica nel 2012 rendendo obbligatorio l’insegnamento in inglese  di alcuni argomenti di una disciplina non linguistica durante l’ultimo anno.

 

L’obiettivo dell’attuazione di questa metodologia è

  • il primo, e più immediato , è quello di migliorare l’apprendimento linguistico dell’inglese come lingua per comunicare;
  • il secondo è quello di far conoscere allo studente l’ inglese tecnico;
  • il terzo, e non meno importante, anche se di meno immediata percezione, è quello di mettere in contatto i nostri studenti con metodologie didattiche nuove e diverse (hands-on didactics), dato che, naturalmente, l’assistente USA adotterà le tecniche didattiche apprese nella sua scuola di provenienza per tenere la lezione.